INFO POINT

In Piazza della Repubblica è attivo tutto l’anno un Infopoint multilingue. Personale specializzato offre informazioni sulle maggiori attrazioni della Città di Agropoli, sulla rete di strutture ricettive e di ristorazione e sulle manifestazioni in programma. L’Infopoint è disponibile anche per suggerire itinerari alla scoperta delle bellezze artistiche, culturali, storiche, ambientali e paesaggistiche di Agropoli e del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
E’ aperto tutti i giorni da aprile a settembre. Il week-end negli altri mesi.

Il Centro Visite Trentova Tresino dove all’interno oltre a svolgersi varie attività, accoglierà il progetto Bussola – Orientati nel turismo presentato dalla Pro Loco SviluppAgropoli, prevede attività laboratoriali e accoglienza,in-formazione del turista e cittadino.
Agropoli, via del Convento per info e prenotazioni:
Email: bussola.agropoli@gmail.com – Tel. +39. 334.9484162
Facebook: Bussola – orientati nel turismo

Il Castello è aperto tutto l’anno ad ingresso libero. Durante il periodo estivo viene attivato un servizio di accoglienza turistico–culturale e l’apertura di un bookshop, con i seguenti orari:
Da aprile a giugno (il sabato, la domenica e i festivi) h. 10:00 – 13:00 / h. 17:00 – 20:00
Da luglio a settembre (tutti i giorni)
h. 10:00 – 13:00 / h. 17:00 – 22:00

Il Palazzo Civico delle Arti è aperto tutto l’anno ad ingresso gratuito dal martedì alla domenica (lunedì chiuso)
Gli orari sono i seguenti:
da gennaio a giugno e da settembre a dicembre
h. 10:00 – 12:30 / h. 16:00 – 20:00
luglio e agosto
h. 10:00 – 12:30 / h. 18:00 – 23:00
Tel/Fax 0974-822999
Email sportelloinfomuseo@yahoo.it
facebook Sportello MuseoAgropoli

STATUTO PRO LOCO

STATUTO DELL’ ASSOCIAZIONE “PRO LOCO SVILUPPAGROPOLI“

Art. 1 Costituzione, denominazione e sede
1.1 In data 02 Aprile 2015 presso la sede del Forum dei giovani di Agropoli, è stata costituita l’
Associazione “PRO LOCO SVILUPPAGROPOLI”, con sede legale nel Comune di Agropoli alla via
Pio X.
1.2 La PRO LOCO SVILUPPAGROPOLI, nell’ambito del proprio comune, può variare l’indirizzo
della sede, senza alcuna necessità di aggiornamento del presente statuto.
1.3 La “PRO LOCO SVILUPPAGROPOLI” aderisce all’UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco
d’Italia), tramite il Comitato Regionale UNPLI della Campania.

Art. 2 Caratteristiche e competenza territoriale
2.1 La “ PRO LOCO SVILUPAGROPOLI” è un’associazione di volontariato, di natura privatistica,
senza fini di lucro, con valenza di pubblica utilità sociale e con rilevanza di interesse pubblico.
2.2 Essa ha competenza nel Comune di Agropoli.
2.3 La Pro Loco può operare anche al di fuori del proprio Comune in presenza di forme
partecipative con altre Associazioni o Enti o di convenzioni stipulate con Enti pubblici in località in
cui non esista altra associazione Pro Loco iscritta all’ UNPLI.

Art. 3 Finalità
3.1 La Pro Loco ha finalità di promozione sociale, di valorizzazione delle realtà e delle potenzialità
naturalistiche, culturali, storiche, turistiche ed enogastronomiche del luogo su cui insiste.
In particolare si propone le seguenti finalità:
a) tutela e valorizzazione delle risorse naturali,artistiche,monumentali,ambientali,turistiche e
culturali del luogo;
b) assistenza, tutela e informazione turistica;
c) iniziative atte a sensibilizzare la popolazione residente nei confronti del fenomeno sociale,
culturale, ambientale e turistico;
d) promozione, coordinamento e realizzazione di iniziative e di manifestazioni atte a favorire la
custodia, la tutela, la conoscenza, la valorizzazione e la salvaguardia delle risorse culturali,
turistiche ed enogastronomiche, anche in nome e per conto di Enti pubblici e Soggetti privati;
e) attività di utilità sociale e di solidarietà sia verso gli associati che verso terzi, finalizzate alla
conoscenza ed agli scambi culturali;
f) promuovere il miglioramento e lo sviluppo delle attrezzature ricettive per facilitare il movimento
turistico e rendere piacevole il soggiorno dei turisti;
g) inserirsi, eventualmente, nell’ attuazione dei piani turistici previsti dalle vigenti normative;
h) programmazione e realizzazione di attività di orientamento e/o di formazione professionale,
corsi di aggiornamento e sostegno agli studi;
i) contribuire ad organizzare turisticamente il paese, studiandone il miglioramento edilizio e
stradale, promuovendo e/o sollecitando l’abbellimento delle piazze, strade, giardini, prestando
attenzione agli spazi ricreativi ed al verde;
j) collaborazione con l’UNPLI ( Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia – Comitato Regionale
Campano ) quale organo rappresentativo delle Pro Loco e di collegamento con la Regione
Campania e la sua struttura operativa;
k) apertura e gestione di un circolo per i propri soci;
l) realizzazione e/o gestione di biblioteche di interesse locale;
m) incentivare la partecipazione dei giovani attraverso specifiche attività previste dalle politiche
giovanili attuate dagli Enti pubblici.

Art. 4 Finanziamento e patrimonio
4.1 Il patrimonio della Pro Loco è formato:
a) dalle quote sociali, annualmente stabilite dall’Assemblea dei soci nel bilancio di previsione, da
versare entro il 31 gennaio di ogni anno;
b) dai contributi dei soci;
c) da eredità, donazioni e legati;
d) da contributi ed elargizioni di qualsiasi natura ed a qualunque titolo erogati da Enti pubblici e
privati;
e) da entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
f) da contributi dell’Unione Europea;
g) da proventi di gestioni permanenti od occasionali di beni e di servizi ai soci o a terzi, anche
attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, agricola e artigianale,
svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria;
h) da erogazioni liberali di soci o di terzi per i fini istituzionali;
i) da entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e
sottoscrizioni anche a premi;
j) da entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale;
k) da beni mobili ed immobili di proprietà e/o provenienti da eventuali donazioni e lasciti.
4.2 Non può, in nessun caso, distribuire i proventi delle attività fra gli associati, anche in forme
indirette; essi dovranno essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività
istituzionali e di quelle direttamente connesse.
4.3 Ha l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali
statutariamente previste.
4.4 L’elenco dei beni mobili di proprietà della Pro Loco deve essere trascritto in apposito registro
degli inventari.

Art. 5 Soci
5.1 I Soci della Pro Loco si distinguono in Soci fondatori, ordinari, sostenitori e onorari.
Socio fondatore è colui che ha promosso ed aderito già da subito all’iniziativa di costituzione della
Pro Loco intervenendo alla stipula dell’Atto Costitutivo; egli, se in regola con il versamento della
quota associativa per l’anno in corso, ha sempre diritto di voto.
Socio ordinario è chi assolve al versamento della quota sociale ordinaria annua.
Socio sostenitore è chi versa somme superiori alla quota ordinaria di associazione.
Socio onorario è chi per meriti particolari verso l’Associazione o la località è insignito di tale titolo
con delibera motivata dal Consiglio Direttivo.
5.2 I Soci onorari sono esentati dal pagamento della quota sociale annua.
5.3 La qualità di Socio, nel rispetto della quota minima dell’ ottanta per cento riservata ai residenti,
è conseguibile da tutti i cittadini italiani e comunitari, e si perde per dimissioni, morosità o
indegnità.

Art. 6 Diritti e Doveri
6.1 I Soci ordinari e sostenitori hanno il dovere di versare la quota sociale annua stabilita
dall’Assemblea in occasione del bilancio preventivo.
6.2 Tutti i Soci in regola con i versamenti della quota sociale, purché maggiorenni, hanno diritto:
a) di voto per eleggere gli organi direttivi della Pro Loco, se in regola con i versamenti dell’anno in
corso e in quello precedente o se Soci fondatori;
b) di essere eletti alle cariche direttive della Pro Loco, se in regola con i versamenti dell’anno in
corso e in quello precedente o se Soci fondatori; essi devono dichiarare di non aver riportato
condanne penali, di non avere carichi pendenti, di non ricoprire cariche politiche ed amministrative
pubbliche;
c) di voto per l’approvazione dei bilanci, delle modifiche statutarie e regolamentari della Pro Loco
nonché per lo scioglimento della Pro Loco, se in regola con i versamenti dell’anno in corso e in
quello precedente o se Soci fondatori;

d) a ricevere la tessera della Pro Loco;
e) a ricevere le pubblicazioni della Pro Loco;
f) a frequentare i locali della Pro Loco;
g) di fruire dei servizi della Pro Loco e di partecipare a tutte le sue attività.
6.3 I Soci hanno il dovere di ossequiare le norme statutarie e regolamentari, di partecipare alla vita
sociale e amministrativa dell’associazione, di curarne l’immagine, di garantirne l’assetto economico
e di non operare in concorrenza con le sue attività.

Art. 7 Ammissione e perdita di qualifica di Socio
7.1 L’ammissione a Socio della Pro Loco viene deliberata dal Consiglio Direttivo a seguito di
presentazione di regolare istanza fatta pervenire a mezzo raccomandata o consegnata a mano. Il
Consiglio Direttivo, nel rispetto della quota minima dell’ottanta per cento riservata ai residenti,
esamina le nuove istanze e delibera sull’ammissibilità delle richieste pervenute, nella prima seduta
utile, comunque non oltre 60 giorni dalla data di ricevimento, provvedendo a notificare
all’interessato quanto deciso sempre a mezzo fax, posta elettronica, raccomandata o consegnata a
mano. Gli effetti della iscrizione, per l’esercizio dei diritti e dei doveri del Socio, decorrono dalla
data indicata nella notifica di ammissione, sulla quale devono essere riportate le modalità e la data
entro cui deve avvenire il pagamento dell’intera quota annuale (anno solare).
7.2 La quota associativa è intrasmissibile, neppure per successione, non è rivalutabile e non deve
avere carattere di temporaneità.
7.3 La qualità di Socio risulta da apposito Registro/Libro tenuto a cura del Consiglio Direttivo.
7.4 La qualità di Socio si perde per dimissioni, morosità ed indegnità o per attività pregiudizievole o
incompatibile con l’attività stessa.
7.5 I Soci che non rassegnano le dimissioni entro il 31 dicembre, sono obbligati verso la Pro Loco
anche per il periodo sociale successivo.
7.6 L’esclusione di un Socio per morosità viene deliberata dal Consiglio Direttivo se il Socio stesso
non ha provveduto al pagamento della quota annuale entro il 28 febbraio dell’anno medesimo.
7.7. L’esclusione del Socio viene deliberata del Consiglio Direttivo ed è inappellabile,la quota
eventualmente già pagata, non viene restituita.

Art. 8 Organi
8.1 Sono organi della Pro Loco:
a) l’Assemblea dei Soci;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Presidente;
d) il Vice Presidente;
e) il Collegio dei Revisori dei Conti;

Art. 9 Assemblea dei Soci
9.1 L’Assemblea dei Soci rappresenta la universalità degli associati e le sue decisioni obbligano
tutti gli iscritti.
9.2 L’Assemblea ha il compito di dare le direttive generali per la realizzazione degli scopi sociali.
9.3 All’Assemblea prendono parte tutti i soci ed esprimono il voto soltanto i Soci Fondatori e i Soci
in regola con il pagamento della quota sociale dell’anno in corso e dei due anni precedenti.
9.4 Ogni Socio votante ha diritto ad un voto ed è consentita una sola delega dei soci votanti. Nella
elezione del Consiglio Direttivo, i Soci possono esprimere sino ad un massimo di cinque
preferenze.
9.5 L’Assemblea può essere ordinaria e straordinaria.
9.6 L’Assemblea ordinaria deve essere tenuta entro il mese di SETTEMBRE per l’approvazione
del bilancio di previsione per l’anno successivo, ed entro il mese di MARZO per l’approvazione del
rendiconto consuntivo dell’anno precedente.

9.7 L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, salvo quando non diversamente disposto dal
presente Statuto, è valida in prima convocazione con la presenza della maggioranza dei Soci
aventi diritto al voto; in seconda convocazione, da indirsi almeno mezz’ora dopo, qualsiasi sia il
numero dei Soci presenti aventi diritto al voto.
9.8 L’Assemblea delibera, salvo quando non diversamente disposto dal presente Statuto, con il
voto favorevole della maggioranza dei votanti.
9.9 L’Assemblea è convocata e presieduta dal Presidente della Pro Loco o, in sua assenza, dal
Vice Presidente.
9.10 Spetta all’Assemblea ordinaria deliberare sul programma generale di attività, sul bilancio
preventivo, sul conto consuntivo, sui regolamenti interni predisposti dal Consiglio, su eventuali
proposte del Consiglio Direttivo o dei Soci.
9.11 Spetta, inoltre, all’Assemblea la elezione del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Revisori,con
le modalità definite dal REGOLAMENTO approvato dall’Assemblea. Tale Assemblea deve essere
fissata con almeno 30 giorni di anticipo con contestuale comunicazione al Comitato Provinciale
Unpli di Salerno, che nominerà un proprio delegato che sarà presente durante le procedure
elettorali. A conclusione dei lavori e dopo la successiva ratifica del Presidente del Comitato
Provinciale Unpli, entro 10 giorni dalla svolgimento delle elezioni, si procederà alla proclamazione
degli eletti.
La indizione assembleare deve essere deliberata dal Consiglio Direttivo, che indica la sede, la data
e l’ora e ne fissa l’ordine del giorno.
9.12 Durante l’Assemblea le votazioni avvengono normalmente in forma palese, salvo per le
nomine alle cariche sociali, per le quali è previsto il voto segreto.
9.13 La convocazione assembleare deve pervenire ai Soci almeno dieci giorni prima della data
fissata, mediante comunicazione scritta, da trasmettere per fax, per posta elettronica, per
raccomandata, o consegnata a mano. L’avviso di convocazione deve anche essere esposto nella
sede sociale.
9.14 L’Assemblea per le modifiche statutarie è valida in prima convocazione con la presenza dei
due terzi dei Soci aventi diritto al voto; in seconda convocazione con la presenza della
maggioranza dei Soci aventi diritto al voto. Essa delibera con il voto favorevole della maggioranza
dei votanti presenti.
9.15 L’Assemblea può anche essere indetta dietro richiesta scritta, da presentare al Consiglio
Direttivo, di almeno due terzi dei Soci in regola con il pagamento della quota sociale;
9.16 L’Assemblea straordinaria per lo scioglimento della Pro Loco è valida in prima convocazione
con la presenza dei quattro quinti dei Soci aventi diritto al voto; in seconda con la presenza dei due
terzi dei Soci aventi diritto al voto. Essa delibera, comunque, lo scioglimento della Pro Loco con il
voto favorevole di almeno i quattro quinti dei Soci votanti (si approssima all’unità per eccesso).
9.17 Delle riunioni assembleari deve essere redatto apposito verbale firmato dal Presidente e dal
Segretario della Pro Loco, consultabile da tutti i Soci presso la sede sociale su richiesta scritta e
motivata da parte dei richiedenti.

Art. 10 Consiglio Direttivo
10.1 Il Consiglio Direttivo è formato da (cinque a nove) membri eletti a votazione segreta
dall’Assemblea stessa; essi durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
10.2 Possono essere invitati alle sedute del Consiglio, con parere consultivo, il Sindaco del
Comune, esponenti di associazioni di volontariato o di associazioni di categoria nel campo turistico
e culturale, secondo quanto deliberato dal Consiglio Direttivo.
10.3 In caso di vacanza, per qualsiasi motivo, di membri effettivi, si procede alla loro surroga con i
soci primi non eletti sino ad massimo della metà dei consiglieri stabiliti.
10.4 Dopo la surroga consentita l’Assemblea, entro trenta giorni, deve eleggere il nuovo Consiglio
Direttivo.
10.5 Per la validità delle sedute occorre la presenza effettiva della maggioranza dei consiglieri;
nella votazione, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.
10.6 Il Consiglio elegge nel suo seno, a votazione segreta, il Presidente e il vice-Presidente.

10.7 Il rinnovo delle cariche sociali, ratificato dal Comitato Provinciale Unpli di Salerno, deve
essere comunicato all’Assessorato Regionale al Turismo ed all’UNPLI CAMPANIA, entro 15 giorni
dalla proclamazione degli eletti.
10.8 Il Consiglio si riunisce di norma almeno ogni sessanta giorni ed ogni qualvolta lo ritenga
necessario il Presidente o dietro richiesta scritta della maggioranza dei Consiglieri.
10.9 Il Consigliere che non rinnovi la propria adesione alla Pro Loco entro il 31 gennaio decade
automaticamente dalla carica.
10.10 Il Consigliere che per tre volte consecutive risulti, comunque, assente dalle sedute di
Consiglio, senza gravi e giustificati motivi, da produrre per iscritto, viene dichiarato decaduto e,
quindi, surrogato.
10.11 Sia la decadenza che la surroga deve essere deliberata dal Consiglio Direttivo.
10.12 Spetta al Consiglio Direttivo l’amministrazione del patrimonio sociale, la formazione del
bilancio preventivo e del bilancio consuntivo (ratificato dal Collegio dei Revisori dei Conti), che
devono essere approvati dall’Assemblea, deliberare sull’entità della quota sociale annua,
deliberare sull’ammissione o sull’esclusione dei soci, sulla decadenza o surroga dei Consiglieri,
Revisori, assumere tutte le iniziative ritenute idonee per il raggiungimento delle finalità sociali, con
tutte le facoltà che non siano dalla legge o dal presente statuto riservate all’Assemblea dei Soci.
10.13 Delle riunioni di Consiglio deve essere redatto apposito verbale firmato dal Presidente e dal
Segretario, consultabile da tutti i Soci presso la sede sociale su richiesta scritta e motivata dei
richiedenti.

Art. 11 Presidente e Vice Presidente
11.1 Il Presidente e il Vice Presidente sono eletti dal Consiglio Direttivo a votazione segreta o in
altro modo accettato all’unanimità dal Consiglio stesso.
11.2 In caso di assenza o di impedimento del Presidente, lo stesso viene sostituito dal Vice-
Presidente; in mancanza anche del Vice Presidente, dal Consigliere più anziano di iscrizione
all’Associazione.
11.3 Il Presidente convoca e presiede il Consiglio e l’Assemblea dei soci con l’assistenza del
Segretario.
11.4 Il Presidente ha, in unione agli altri membri del Consiglio, la responsabilità
dell’amministrazione della Pro Loco.
11.5 Il Presidente provvede a riscuotere contributi concessi alla Pro Loco da qualsiasi Ente
pubblico o privato e da privati ed a prelevare somme della Pro Loco depositate presso Istituti
Bancari o Uffici postali;
11.6 Il Presidente può, in caso di urgenza, deliberare su argomenti di competenza del Consiglio,
salvo ratifica nella successiva riunione.
11.7 Il Presidente è a tutti gli effetti il legale rappresentante della Pro Loco.
11.8 In caso di dimissioni o di impedimento permanente il Consiglio Direttivo deve provvedere
entro 15 giorni alla elezione del nuovo Presidente.

Art. 12 Il Segretario
12.1 Il Segretario è nominato dal Presidente, scelto tra i soci ordinari con adeguate attitudini e
competenze o tra i Consiglieri.
12.2 Il Segretario assiste il Consiglio e l’Assemblea, redige i verbali e cura il normale
funzionamento degli uffici.
12.3 Il Segretario è responsabile, insieme al Presidente, della perfetta tenuta degli atti e di ogni
altro documento sociale.
12.4 Il suo mandato è limitato nel tempo a quello in cui dura in carica il Presidente che lo ha
prescelto. Il Presidente può, però, in qualsiasi momento, provvedere a sostituirlo a suo
insindacabile giudizio.

Art. 13 Il Tesoriere
13.1 Il Tesoriere è nominato dal Consiglio Direttivo tra i suoi componenti
13.2 Redige la stesura dei bilanci;
13.3 Provvede ai pagamenti ed alle riscossioni dovute;
13.4 Amministra un fondo spese istituito allo scopo dal Consiglio Direttivo;
13.5 Con firma congiunta a quella del Presidente può prelevare somme della Pro Loco depositate
presso istituti bancari;
13.6 Deposita presso la sede sociale i documenti contabili relativi al Bilancio consuntivo per
almeno quindici giorni prima della riunione dell’Assemblea convocata per la relativa approvazione.
13.7 E’ responsabile degli atti contabili della Pro Loco ed ha l’obbligo di rendere, in qualsiasi
momento, il rendiconto al Presidente ed al Consiglio Direttivo.

Art. 14 Collegio dei Revisori dei Conti
14.1 Il Collegio dei Revisori è composto da tre membri effettivi e da due membri supplenti, eletti a
votazione segreta dall’Assemblea dei soci. Ogni Socio votante può esprimere fino a tre preferenze,
i primi tre eletti sono Revisori effettivi, il quarto e quinto eletto sono Revisori supplenti. Il primo
eletto assume la carica di Presidente.
14.2 Essi durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
14.3 Essi hanno il compito di esaminare periodicamente la contabilità sociale ed ogni qualvolta lo
ritengano opportuno, nonché di approvare il bilancio consuntivo.
14.4 Il Presidente dei Revisori, o altro membro da lui delegato, partecipa con parere consultivo ai
lavori del Consiglio.

Art. 15 Controllo e vigilanza
15.1 La Pro Loco adegua la propria attività gestionale alle norme delle Leggi regionali vigenti,
riconoscendo l’assenza di lucro e la competenza territoriale e trasmette gli atti all’Assessorato
Regionale al Turismo ed all’UNPLI Campania secondo la tempistica prevista dalle vigenti
normative.
15.2 La Pro Loco si avvale prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e
gratuita dei propri Soci per il perseguimento dei fini istituzionali.
15.3 La Pro Loco può, in caso di particolari necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di
prestazioni di lavoro autonomo e d’ impresa, anche ricorrendo a propri Soci.
15.4 Tutte le cariche della Pro Loco sono gratuite e sono incompatibili con cariche politiche e
amministrative pubbliche.
15.5 Il Consiglio Direttivo delibera e decide in merito a quanto previsto dal presente articolo e può
prevedere dei rimborsi delle spese documentate, sostenute da Soci o da persone che hanno
operato per la Pro Loco nell’ambito delle attività istituzionali.
15.6 La Pro Loco accetta le direttive e gli accertamenti dell’UNPLI così come previsti dallo Statuto
e dal regolamento dell’UNPLI regionale, e le verifiche e i controlli della Regione Campania per
quanto attiene il rispetto della normativa regionale.
15.7 La Pro Loco depositerà il proprio atto costitutivo completo di statuto e regolamento presso la
Regione Campania – Assessorato al Turismo, all’UNPLI Campania e all’UNPLI Provinciale di
Salerno.

Art. 16 Scioglimento della Pro Loco
16.1 La Pro Loco può essere sciolta con apposita delibera dei Soci votanti in assemblea
straordinaria.
16.2 Lo scioglimento della Pro Loco deve essere comunicato alla Regione Campania –
Assessorato al Turismo, all’UNPLI Campania, tramite il Comitato Provinciale di Salerno, al
Comune di Agropoli ed agli organi di polizia competenti;

16.3 In caso di vacanza amministrativa, l’amministrazione uscente risponde direttamente di
eventuali pendenze contabili o amministrative.
16.4 In caso di scioglimento dell’Associazione gli eventuali residui attivi devono essere devoluti a
fini di utilità sociale.

Art. 17 Riferimenti legislativi
17.1 Per tutto ciò che non è espressamente contemplato nel presente Statuto e nel Regolamento
interno che sarà successivamente approvato dall’Assemblea, al fine di disciplinare tutte le
procedure e le attività della vita associativa, si fa rinvio a quanto previsto nel Codice Civile, nelle
leggi nazionali e regionali relative alle Pro Loco, nonché alle norme e regolamenti dell’UNPLI
Nazionale, dell’UNPLI Campania e del Comitato Provinciale UNPLI di Salerno.

Art. 18 Norma transitoria
18.1 Il presente Statuto è stato approvato dall’Assemblea generale dei Soci tenutasi a Agropoli il
18 Agosto 2015, ed entra in vigore il giorno successivo alla sua approvazione.

AGROPOLI. COSA VISITARE

LA PORTA: ha due aperture; sulla destra della porta principale ce n’è una, secondaria, ad arco ribassato, aperta agli inizi del XX secolo; tra le aperture è visibile una feritoia che permetteva la vigilanza e la difesa.
La porta è sormontata da cinque merli, due dei quali sostengono altrettante palle di pietra. Le palle, alternate con altre di cemento e una croce di ferro indicante l’anno 1909, ricordo delle sacre missioni, decorano il parapetto sul ciglio della rupe. Al di sopra della porta principale si nota lo stemma marmoreo dei Duchi Delli Monti Sanfelice, ultimi possessori feudali della città (lo stemma originariamente decorava l’ingresso del Castello).
L’imponente stemma marmoreo è sovrastato da una corona rovinata ed è rifinito in basso da un mascherone. Il campo principale ha forma di scudo ed è suddiviso in due parti dove sei oche sono unite in due gruppi di tre (in alto allineate, in basso riunite in triangolo), originario emblema dei Sanfelice, e una croce, che era il simbolo della famiglia estinta Delli Monti. La porta è parte integrante della cinta muraria, costruita in pietra locale e composta da due bracci, uno meridionale e uno settentrionale che si imperniano sul Castello e si concludono sullo strapiombo della “Rupe”, difesa naturale dagli invasori.
Gli scaloni: Il borgo antico è raggiungibile a piedi percorrendo la caratteristica salita degli “scaloni”, per secoli unica via d’accesso al borgo e oggi uno dei pochi esempi di salita a gradoni, caratterizzati da gradinate larghe e basse, sopravvissuti alle esigenze del traffico veicolare, che altrove ne hanno determinato il livellamento. Per la poca popolazione locale residente sul promotorio storico vi è una strada secondaria retrostante, carrabile, e per un tratto, quello finale, a traffico limitato.
Il muro di protezione degli scaloni è ornato da merli con estremità sferica che richiamano i merli della porta ed una croce di ferro indicante l’anno 1909, ricordo delle sacre missioni.
IL CASTELLO ANGIOINO ARAGONESE: A pianta triangolare e con tre torri circolari, si erge sul promontorio incastrandosi come un vertice nell’interno dell’area del borgo antico, mentre la base si protende fuori del nucleo abitato, come fortificazione avanzata sul versante collinare dal pendio più dolce e più esposto agli assalti. Attorno alle mura del castello si trova un fossato largo e profondo, ora distinguibile sul lato verso il borgo, mentre è quasi scomparso il dislivello sul lato orientale a causa dei lavori agricoli e dei cedimenti del terreno avutisi nel corso dei secoli. Il castello presenta l’aspetto assunto dopo le ristrutturazioni d’età aragonese (XV secolo d.C.) che devono aver notevolmente ampliato l’originario impianto, a forma triangolare. L’interno del castello è occupato dalla piazza d’armi e da edifici addossati sui lati settentrionale e orientale. La piazza, oggi adibita a giardino e a teatro all’aperto, non è frutto di un riempimento artificiale, ma poggia sulla roccia inglobata a suo tempo nelle mura del castello, mentre sul lato settentrionale si trova la “Sala dei francesi”, così chiamata a ricordo della sosta del drappello delle truppe francesi nel periodo napoleonico. Il castello di Agropoli è legato a due personaggi: Luisa Sanfelice, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, la cui vicenda umana ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre), La San Felice, e la scrittrice francese Marguerite Yourcenar, che lo menzionò nel racconto “Anna, soror”.
Il castello di Agropoli è legato a vari personaggi:
Luisa Sanfelice, nata a Napoli nel 1764 sposa di Andrea Sanfelice, che più volte dimorò nel Castello, , la quale morì condannata alla decapitazione per aver svelato la congiura contro la Repubblica organizzata dai fratelli Baccher.
Marguerite Yourcenar, scrittrice francese, tanto affascinata da questo luogo da ambientarvi il racconto “Anna, soror”.
Giuseppe Ungaretti, che visitò il Cilento all’inizio degli anni trenta del XX secolo e che ritrasse magistralmente Agropoli nel volume “Mezzogiorno”.
Attualmente il Castello è visitabile gratuitamente tutto l’anno ed è sede di importanti eventi culturali.

IL FARO PUNTA FORTINO: L’altezza della luce, a due lampi bianchi con intermittenza di 6 secondi, è posta a 10 metri su un fabbricato quadrato ad un piano.
La torre, in stile veneziano, fu costruita nel 1929, è visibile dal lungomare ed è posto sull’estremità del centro storico delimitando il limite della Rupe. le torri: La presenza di torri fortificate sulla costa di Agropoli, come del resto lungo l’intera costa tirrenica meridionale, è collegata alla minaccia costituita dalle scorribande dei pirati. A seguito dell’ordine generale di costruzione di una catena ininterrotta di torri costiere, emanato nel 1564 dal viceré spagnolo don Pedro de Toledo, iniziano a sorgere lungo la costa che da Agropoli giunge aSapri torri di avvistamento nei punti strategici. A seguito di quest’ordine verrà rafforzata la Torre di San Marco, di forma circolare, all’epoca esistente, cui si affiancherà la Torre di San Francesco, costruita su un’alta sporgenza a picco sul mare, poco più a sud del promontorio sovrastato dal Castello.
Posto accanto al convento francescano qui sorto fin dal 1230, questa torre, di forma quadrangolare, risultava in posizione strategica, comunicando a Nord col Castello e con la Torre di San Marco, mentre a Sud con la torre costruita a Trentova e con quella di Punta Tresino (rientrante nel territorio del comune di Castellabate). Di oggi restano ruderi.

LA FORNACE: La data dell’inaugurazione risale al 1880, fu l’ingegner Vincenzo Del Mercato ad avere l’idea di una fornace per la produzione di mattoni. Dopo accurate ricerche, si optò di costruire la fornace in località Campamento, a pochi passi dal Fiume Testene, in quanto qui c’erano giacimenti di argille plastiche. La lavorazione consentiva molti tipi di mattoni, quali rex, tegole, cannocchiali, proveri, quattro fori, tre fori.
Il Palazzo Civico delle Arti e il Museo archeologico
Il Palazzo Cirota, sito in via Pisacane, è oggi la sede del Palazzo Civico delle Arti della Città di Agropoli. Costruito nel 1892 come residenza estiva della famiglia Cirota – benestante famiglia cilentana – ha cambiato più volte utilizzo nel corso degli anni fino a divenire – nel 2011 – il “Palazzo Civico delle Arti” quale struttura espositiva dedicata all’archeologia e all’arte.
Il Palazzo Civico delle Arti ospita al pian terreno il museo archeologico, visitabile gratuitamente tutto l’anno, con una ricca sezione archeologica che illustra, già a partire dalla prima sala, la storia della colonizzazione, dell’evoluzione e dei traffici commerciali dei popoli che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. I reperti archeologici qui conservati illustrano la storia del territorio agropolese. La sezione dei corredi funerari lucani del IV secolo a. C. ne è l’esempio. I corredi sono riconducibili alla bottega del famoso ceramista pestano Assteas, come attestato dal Cratere e dal Lebes Gamikos provenienti dalla famosa tomba a camera dipinta a doppia deposizione -maschile e femminile- proveniente dalla località Contrada Vecchia di Agropoli.
L’ultima sala documenta la fase tardo-antica che visse questo territorio, riscontrabile grazie ai materiali rinvenuti nella necropoli situata nella località San Marco di Agropoli. Particolarmente rilevanti sono il sarcofago in marmo italico risalente al III secolo d. C., ornato da un bassorilievo di pregevole fattura rappresentante scene riferibili al culto di Dioniso, e l’epigrafe su pietra tombale del V secolo d. C., primo documento attestante l’inizio del culto cristiano in questa zona.
Al primo piano del Palazzo Civico delle Arti, un’ area espositiva è dedicata all’arte: mostre di pittura, scultura, fotografia, si alternano con regolarità durante tutto l’anno e viene utilizzato per importanti convegni e manifestazioni socio-culturali
LA BAIA DI TRENTOVA prende il nome dallo scoglio omonimo. Il nome deriva dal fatto che secondo la leggenda furono trovate nelle grotte sotto la roccia trenta uova di gabbiano o di tartaruga marina. Qui si trovano bar, lidi ed attrezzature turistiche. Accanto alla baia di Trentova c’è una piccola baia detta di San Francesco, dal nome del monastero sovrastante e dallo scoglio sito in mezzo al mare, riconoscibile per la croce posta sull’estremità superiore. Verso nord si estende una lunga spiaggia attraversata da diversi torrenti che arriva alla zona archeologica di Paestum.
Per il quinto anno consecutivo la città di Agropoli è Bandiera Blu.
Le Chiese
La chiesa Madonna delle Grazie è ubicata nel centro cittadino, non si conosce con esattezza l’anno della sua costruzione, ma probabilmente risale al 1600. In origine era una piccola cappella isolata nell’agro ed era intitolata a “Santa Maria del Pozzo” per la vicinanza ad una cisterna naturale dalla quale si attingeva l’acqua. Nel 1951 furono avviati i lavori di ampliamento e nel 1954 venne riconosciuta la nuova parrocchia dedicata a “Santa Maria delle Grazie”.
La chiesa della Madonna di Costantinopoli dall’alto del promontorio domina sulla città e sul porto turistico. La sua esistenza è documentata a partire dal 1583, quando si accerta nella stessa la presenza di una confraternita. Sul frontone della chiesa campeggia la scritta “Ave Stella Maris” che fa riferimento all’antico inno gregoriano inserito nella liturgia delle ore: nella tradizione occidentale il nome “Maria” è stato tradotto in “Stella del mare”. L’edificio è a navata unica con annesso campanile. Diversamente da tutte le altre, la statua della Madonna presenta una caratteristica unica: coerentemente con l’origine orientale del culto, infatti, la Vergine regge il Bambino sul braccio sinistro secondo la tradizione iconografica bizantina. Nell’adiacente palazzo si trova riutilizzata nella muratura un’epigrafe di grande importanza storica EP(iscopu)S † [L]EONARDUS D(ominus) N(oster) (Il Vescovo Leonardo nostro signore), che testimonia la probabile sepoltura ad Agropoli di Leonardo, vescovo della diocesi pestana.
La Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo è di sicure origini tardo antiche, ad essa si possono connettere sia la tradizione dell’approdo di San Paolo in una località agropolitana, sia la figura stessa di San Pietro che fu pescatore come molti degli abitanti del borgo antico. Negli anni scorsi, durante delle opere di restauro, furono rinvenute antiche colonne e reperti d’epoca greco-romana e medievale, oggi visibili ai visitatori. L’interno è a navata unica con coro, pulpito e confessionali. La posizione centrale nell’assetto viario del paese e l’immediata vicinanza del castello ne indicano il valore di fulcro urbanistico religioso.
La Chiesa di S. Maria della Pietà o dell’Addolorata risale al 1583, ed essendo sede della Confraternita dei Sette Dolori prese anche il nome dell’Addolorata.

LA STORIA DI AGROPOLI

GEOGRAFIA FISICA
Territorio importante centro costiero situato nel Cilento, alle porte occidentali del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sul mar Tirreno all’estremità meridionale del golfo di Salerno ed a sud della piana del Sele.

STORIA
AGROPOLI deriva il proprio nome dalla posizione geografica, una “città alta” su un promontorio a picco sul mare.Secondo alcuni archeologi potrebbe essere l’antica acropoli di Paestum,difatti si ipotizza la presenza di un tempio dedicato a Poseidone. In età romana sul litorale dell’attuale S. Marco si sviluppò un borgo marittimo chiamato ERCULA, i cui abitanti, nel corso del V secolo, furono costretti a ritirarsi sul prospiciente promontorio per le incursioni dei Vandali provenienti dall’Africa. Nel VI secolo durante la guerra greco-gotica (535-553) i Bizantini ebbero la necessità di avere un approdo sicuro e protetto a sud di Salerno e, pertanto, fortificarono questo sito. Alla fine del VI secolo, l’invasione longobarda costrinse il vescovo di Paestum a rifugiarsi ad Agropoli, che divenne sede di vescovado e centro principale dei superstiti territori bizantini della Lucania tirrenica. Agropoli rimase in mano ai Bizantini fino all’882, quando la cittadina cadde in potere dei Saraceni, che vi si stabilirono creando una base fortificata dalla quale partivano per depredare le popolazioni circostanti. Nel 915 i Saraceni furono sconfitti e tornò sotto la giurisdizione dei vescovi, che in quel periodo avevano stabilito la loro sede a Capaccio.Agropoli subì poi l’avvicendamento dei Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi.Dal 1660 al 1806 il feudo di Agropoli appartenne ai Sanfelice, nobile famiglia napoletana che si unì ai Delli Monti. Le incursioni barbaresche del XVI e XVII secolo spopolarono il territorio al punto da ridurne gli abitanti a solo qualche centinaio. Durante il dominio napoleonico da Agropoli partirono sanguinose azioni contro il brigantaggio della zona.

CULTURA, MONUMENTI E LUOGHI DA VISITARE
L’abitato è sormontato dal centro storico, che conserva il centro antico, gran parte delle mura e il portale seicentesco. Il centro storico è di forte richiamo turistico. Lungo le numerose stradine e tra i monumenti, vi sono negozi, bar e locali che servono i piatti del luogo, tra cui la pizza agropolese, servita in un cesto di vimini. Vi si accede attraverso la caratteristica salita degli “scaloni”, uno dei pochi esempi di salita a gradoni e la porta monumentale, ben conservata.

Informazioni sulle pro loco

Le Pro Loco (dal latino, letteralmente «a favore di un luogo) sono associazioni locali (una delle forme aggregative riconosciute dalla legge, che ne tutela la libertà costitutiva e le forme di attività e  più soggetti si obbligano, attraverso una organizzazione stabile, a perseguire uno scopo comune non economico), nate con scopi di promozione e sviluppo del territorio. Norme di carattere regionale ne stabiliscono l’appartenenza o meno all’Albo regionale, valutata la presenza di determinati requisiti. Molte proloco hanno sottoscritto l’adesione all’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia (UNPLI). La prima Pro Loco in Italia è nata nel 1881 a Pieve Tesino, in Trentino-Alto Adige, allora territorio dell’Impero austro-ungarico.Inizialmente si chiamavano comitati di cura o società di abbellimento e secondo alcuni studi hanno un’origine strettamente legata alle badìe, gli antichi gruppi a cui le comunità demandavano in passato la gestione delle festività collettive. Già allora la diffusione di queste associazioni era rilevata in tutta Italia e nel resto dell’Europa. Per l’esattezza erano presenti a Pieve Tesino, allora (1881) territorio austro-ungarico, promuovevano la bellezza del territorio, le professioni, le personalità, le specificità della terra, dell’ambiente e della natura circostante, rendendole attrattiva turistico-culturale per i viaggiatori e i pellegrini dello spirito.

pro loco vista

L’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI) con circa 6.000 Pro Loco iscritte costituisce l’unico punto di riferimento a livello nazionale di queste associazioni (la prima è nata nel 1881) che vantano un totale di circa 600.000 soci. L’UNPLI è iscritta nel registro nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale. L’Unione è stata fondata nel 1962. E’ strutturata in Comitati regionali e provinciali. E’ diretta da un Consiglio nazionale composto da 30 Componenti in rappresentanza delle Pro Loco di ogni regione italiana.

 

Le PRO LOCO sono associazioni senza scopo di lucro formate da volontari che si impegnano per la promozione del luogo, per la scoperta e la tutela delle tradizioni locali, per migliorare la qualità della vita di chi vi abita, per valorizzare i prodotti e le bellezze del territorio. Le Pro Loco organizzano manifestazioni in ambito turistico, culturale, storico, ambientale, folcloristico e gastronomico. Sono un punto di riferimento sia per gli abitanti sia per i visitatori di una località. Il numero delle Pro Loco esistenti in Italia negli ultimi venti anni è più che raddoppiato e continua a crescere, mostrando con assoluta evidenza come quello della Pro Loco sia un modello semplice ma vincente, per nulla obsoleto, anzi attualissimo, in grado di soddisfare la crescente volontà mostrata da buona parte della cittadinanza di agire direttamente a livello locale a favore della società e a difesa dei suoi valori più genuini. Il legame con l’UNPLI si è sempre più rafforzato ed è testimoniato dal numero delle Pro Loco iscritte (circa il 97% delle esistenti). L’intensificazione degli scambi è stata raggiunta migliorando la qualità dei servizi e della assistenza offerta ma anche grazie a numerosi progetti nazionali ai quali le Associate possono partecipare o trarre spunti e suggerimenti, i partecipanti sono invitati ad una costante formazione che genera maggiore efficienza ed una migliore immagine del mondo Pro Loco

 

Agropoli

GEOGRAFIA FISICA

Territorio importante centro costiero situato nel Cilento, alle porte occidentali del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sul mar Tirreno all’estremità meridionale del golfo di Salerno ed a sud della piana del Sele.

agropoli porta

STORIA

AGROPOLI deriva il proprio nome dalla posizione geografica, una “città alta” su un promontorio a picco sul mare.Secondo alcuni archeologi potrebbe essere l’antica acropoli di Paestum,difatti si ipotizza la presenza di un tempio dedicato a Poseidone. In età romana sul litorale dell’attuale S. Marco si sviluppò un borgo marittimo chiamato ERCULA, i cui abitanti, nel corso del V secolo, furono costretti a ritirarsi sul prospiciente promontorio per le incursioni dei Vandali provenienti dall’Africa. Nel VI secolo durante la guerra greco-gotica (535-553) i Bizantini ebbero la necessità di avere un approdo sicuro e protetto a sud di Salerno e, pertanto, fortificarono questo sito. Alla fine del VI secolo, l’invasione longobarda costrinse il vescovo di Paestum a rifugiarsi ad Agropoli, che divenne sede di vescovado e centro principale dei superstiti territori bizantini della Lucania tirrenica. Agropoli rimase in mano ai Bizantini fino all’882, quando la cittadina cadde in potere dei Saraceni, che vi si stabilirono creando una base fortificata dalla quale partivano per depredare le popolazioni circostanti. Nel 915 i Saraceni furono sconfitti e tornò sotto la giurisdizione dei vescovi, che in quel periodo avevano stabilito la loro sede a Capaccio.Agropoli subì poi l’avvicendamento dei Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi.Dal 1660 al 1806 il feudo di Agropoli appartenne ai Sanfelice, nobile famiglia napoletana che si unì ai Delli Monti. Le incursioni barbaresche del XVI e XVII secolo spopolarono il territorio al punto da ridurne gli abitanti a solo qualche centinaio. Durante il dominio napoleonico da Agropoli partirono sanguinose azioni contro il brigantaggio della zona.

CULTURA, MONUMENTI E LUOGHI DA VISITARE

L’abitato è sormontato dal centro storico, che conserva il centro antico, gran parte delle mura e il portale seicentesco. Il centro storico è di forte richiamo turistico. Lungo le numerose stradine e tra i monumenti, vi sono negozi, bar e locali che servono i piatti del luogo, tra cui la pizza agropolese, servita in un cesto di vimini. Vi si accede attraverso la caratteristica salita degli “scaloni”, uno dei pochi esempi di salita a gradoni e la porta monumentale, ben conservata.

LA PORTA: ha due aperture; sulla destra della porta principale ce n’è una, secondaria, ad arco ribassato, aperta agli inizi del XX secolo; tra le aperture è visibile una feritoia che permetteva la vigilanza e la difesa.

La porta è sormontata da cinque merli, due dei quali sostengono altrettante palle di pietra. Le palle, alternate con altre di cemento e una croce di ferro indicante l’anno 1909, ricordo delle sacre missioni, decorano il parapetto sul ciglio della rupe. Al di sopra della porta principale si nota lo stemma marmoreo dei Duchi Delli Monti Sanfelice, ultimi possessori feudali della città (lo stemma originariamente decorava l’ingresso del Castello).

L’imponente stemma marmoreo è sovrastato da una corona rovinata ed è rifinito in basso da un mascherone. Il campo principale ha forma di scudo ed è suddiviso in due parti dove sei oche sono unite in due gruppi di tre (in alto allineate, in basso riunite in triangolo), originario emblema dei Sanfelice, e una croce, che era il simbolo della famiglia estinta Delli Monti. La porta è parte integrante della cinta muraria, costruita in pietra locale e composta da due bracci, uno meridionale e uno settentrionale che si imperniano sul Castello e si concludono sullo strapiombo della “Rupe”, difesa naturale dagli invasori.

Gli scaloni: Il borgo antico è raggiungibile a piedi percorrendo la caratteristica salita degli “scaloni”, per secoli unica via d’accesso al borgo e oggi uno dei pochi esempi di salita a gradoni, caratterizzati da gradinate larghe e basse, sopravvissuti alle esigenze del traffico veicolare, che altrove ne hanno determinato il livellamento. Per la poca popolazione locale residente sul promotorio storico vi è una strada secondaria retrostante, carrabile, e per un tratto, quello finale, a traffico limitato.

Il muro di protezione degli scaloni è ornato da merli con estremità sferica che richiamano i merli della porta ed una croce di ferro indicante l’anno 1909, ricordo delle sacre missioni.

IL CASTELLO ANGIOINO ARAGONESE: A pianta triangolare e con tre torri circolari, si erge sul promontorio incastrandosi come un vertice nell’interno dell’area del borgo antico, mentre la base si protende fuori del nucleo abitato, come fortificazione avanzata sul versante collinare dal pendio più dolce e più esposto agli assalti. Attorno alle mura del castello si trova un fossato largo e profondo, ora distinguibile sul lato verso il borgo, mentre è quasi scomparso il dislivello sul lato orientale a causa dei lavori agricoli e dei cedimenti del terreno avutisi nel corso dei secoli. Il castello presenta l’aspetto assunto dopo le ristrutturazioni d’età aragonese (XV secolo d.C.) che devono aver notevolmente ampliato l’originario impianto, a forma triangolare. L’interno del castello è occupato dalla piazza d’armi e da edifici addossati sui lati settentrionale e orientale. La piazza, oggi adibita a giardino e a teatro all’aperto, non è frutto di un riempimento artificiale, ma poggia sulla roccia inglobata a suo tempo nelle mura del castello, mentre sul lato settentrionale si trova la “Sala dei francesi”, così chiamata a ricordo della sosta del drappello delle truppe francesi nel periodo napoleonico. Il castello di Agropoli è legato a due personaggi: Luisa Sanfelice, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, la cui vicenda umana ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre), La San Felice, e la scrittrice francese Marguerite Yourcenar, che lo menzionò nel racconto “Anna, soror”.

Il castello di Agropoli è legato a vari personaggi:

Luisa Sanfelice, nata a Napoli nel 1764 sposa di Andrea Sanfelice, che più volte dimorò nel Castello, , la quale morì condannata alla decapitazione per aver svelato la congiura contro la Repubblica organizzata dai fratelli Baccher.

Marguerite Yourcenar, scrittrice francese, tanto affascinata da questo luogo da ambientarvi il racconto “Anna, soror”.

Giuseppe Ungaretti, che visitò il Cilento all’inizio degli anni trenta del XX secolo e che ritrasse magistralmente Agropoli nel volume “Mezzogiorno”.

Attualmente il Castello è visitabile gratuitamente tutto l’anno ed è sede di importanti eventi culturali.

 

IL FARO PUNTA FORTINO: L’altezza della luce, a due lampi bianchi con intermittenza di 6 secondi, è posta a 10 metri su un fabbricato quadrato ad un piano.

La torre, in stile veneziano, fu costruita nel 1929, è visibile dal lungomare ed è posto sull’estremità del centro storico delimitando il limite della Rupe. le torri: La presenza di torri fortificate sulla costa di Agropoli, come del resto lungo l’intera costa tirrenica meridionale, è collegata alla minaccia costituita dalle scorribande dei pirati. A seguito dell’ordine generale di costruzione di una catena ininterrotta di torri costiere, emanato nel 1564 dal viceré spagnolo don Pedro de Toledo, iniziano a sorgere lungo la costa che da Agropoli giunge aSapri torri di avvistamento nei punti strategici. A seguito di quest’ordine verrà rafforzata la Torre di San Marco, di forma circolare, all’epoca esistente, cui si affiancherà la Torre di San Francesco, costruita su un’alta sporgenza a picco sul mare, poco più a sud del promontorio sovrastato dal Castello.

Posto accanto al convento francescano qui sorto fin dal 1230, questa torre, di forma quadrangolare, risultava in posizione strategica, comunicando a Nord col Castello e con la Torre di San Marco, mentre a Sud con la torre costruita a Trentova e con quella di Punta Tresino (rientrante nel territorio del comune di Castellabate). Di oggi restano ruderi.

 

LA FORNACE: La data dell’inaugurazione risale al 1880, fu l’ingegner Vincenzo Del Mercato ad avere l’idea di una fornace per la produzione di mattoni. Dopo accurate ricerche, si optò di costruire la fornace in località Campamento, a pochi passi dal Fiume Testene, in quanto qui c’erano giacimenti di argille plastiche. La lavorazione consentiva molti tipi di mattoni, quali rex, tegole, cannocchiali, proveri, quattro fori, tre fori.

Il Palazzo Civico delle Arti e il Museo archeologico

Il Palazzo Cirota, sito in via Pisacane, è oggi la sede del Palazzo Civico delle Arti della Città di Agropoli. Costruito nel 1892 come residenza estiva della famiglia Cirota – benestante famiglia cilentana – ha cambiato più volte utilizzo nel corso degli anni fino a divenire – nel 2011 – il “Palazzo Civico delle Arti” quale struttura espositiva dedicata all’archeologia e all’arte.

Il Palazzo Civico delle Arti ospita al pian terreno il museo archeologico, visitabile gratuitamente tutto l’anno, con una ricca sezione archeologica che illustra, già a partire dalla prima sala, la storia della colonizzazione, dell’evoluzione e dei traffici commerciali dei popoli che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. I reperti archeologici qui conservati illustrano la storia del territorio agropolese. La sezione dei corredi funerari lucani del IV secolo a. C. ne è l’esempio. I corredi sono riconducibili alla bottega del famoso ceramista pestano Assteas, come attestato dal Cratere e dal Lebes Gamikos provenienti dalla famosa tomba a camera dipinta a doppia deposizione -maschile e femminile- proveniente dalla località Contrada Vecchia di Agropoli.

L’ultima sala documenta la fase tardo-antica che visse questo territorio, riscontrabile grazie ai materiali rinvenuti nella necropoli situata nella località San Marco di Agropoli. Particolarmente rilevanti sono il sarcofago in marmo italico risalente al III secolo d. C., ornato da un bassorilievo di pregevole fattura rappresentante scene riferibili al culto di Dioniso, e l’epigrafe su pietra tombale del V secolo d. C., primo documento attestante l’inizio del culto cristiano in questa zona.

Al primo piano del Palazzo Civico delle Arti, un’ area espositiva è dedicata all’arte: mostre di pittura, scultura, fotografia, si alternano con regolarità durante tutto l’anno e viene utilizzato per importanti convegni e manifestazioni socio-culturali

LA BAIA DI TRENTOVA prende il nome dallo scoglio omonimo. Il nome deriva dal fatto che secondo la leggenda furono trovate nelle grotte sotto la roccia trenta uova di gabbiano o di tartaruga marina. Qui si trovano bar, lidi ed attrezzature turistiche. Accanto alla baia di Trentova c’è una piccola baia detta di San Francesco, dal nome del monastero sovrastante e dallo scoglio sito in mezzo al mare, riconoscibile per la croce posta sull’estremità superiore. Verso nord si estende una lunga spiaggia attraversata da diversi torrenti che arriva alla zona archeologica di Paestum.

Per il quinto anno consecutivo la città di Agropoli è Bandiera Blu.

 

Le Chiese

La chiesa Madonna delle Grazie è ubicata nel centro cittadino, non si conosce con esattezza l’anno della sua costruzione, ma probabilmente risale al 1600. In origine era una piccola cappella isolata nell’agro ed era intitolata a “Santa Maria del Pozzo” per la vicinanza ad una cisterna naturale dalla quale si attingeva l’acqua. Nel 1951 furono avviati i lavori di ampliamento e nel 1954 venne riconosciuta la nuova parrocchia dedicata a “Santa Maria delle Grazie”.

La chiesa della Madonna di Costantinopoli dall’alto del promontorio domina sulla città e sul porto turistico. La sua esistenza è documentata a partire dal 1583, quando si accerta nella stessa la presenza di una confraternita. Sul frontone della chiesa campeggia la scritta “Ave Stella Maris” che fa riferimento all’antico inno gregoriano inserito nella liturgia delle ore: nella tradizione occidentale il nome “Maria” è stato tradotto in “Stella del mare”. L’edificio è a navata unica con annesso campanile. Diversamente da tutte le altre, la statua della Madonna presenta una caratteristica unica: coerentemente con l’origine orientale del culto, infatti, la Vergine regge il Bambino sul braccio sinistro secondo la tradizione iconografica bizantina. Nell’adiacente palazzo si trova riutilizzata nella muratura un’epigrafe di grande importanza storica EP(iscopu)S † [L]EONARDUS D(ominus) N(oster) (Il Vescovo Leonardo nostro signore), che testimonia la probabile sepoltura ad Agropoli di Leonardo, vescovo della diocesi pestana.

La Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo è di sicure origini tardo antiche, ad essa si possono connettere sia la tradizione dell’approdo di San Paolo in una località agropolitana, sia la figura stessa di San Pietro che fu pescatore come molti degli abitanti del borgo antico. Negli anni scorsi, durante delle opere di restauro, furono rinvenute antiche colonne e reperti d’epoca greco-romana e medievale, oggi visibili ai visitatori. L’interno è a navata unica con coro, pulpito e confessionali. La posizione centrale nell’assetto viario del paese e l’immediata vicinanza del castello ne indicano il valore di fulcro urbanistico religioso.

La Chiesa di S. Maria della Pietà o dell’Addolorata risale al 1583, ed essendo sede della Confraternita dei Sette Dolori prese anche il nome dell’Addolorata.