Centro Storico

SCALONI
Caratteristico mezzo di ascesa al Centro Storico sono i cosidetti “Scaloni”, una serie di basse e larghe gradinate che partono da via Filippo Patella, costeggiano la Rupe prospiciente la Marina e con lieve curva giungono sulla soglia della grande Porta d’ingresso al nucleo urbano più antico. La via d’accesso a gradoni è stato l’unico modo agevole per entrare nel paese fino all’immediato secondo dopoguerra, quando è stata costruita la via panoramica C.Rossi che risale lungo il lato opposto del promontorio. oggi uno dei pochi esempi di salita a gradoni, caratterizzati da gradinate larghe e basse, sopravvissuti alle esigenze del traffico veicolare, che altrove ne hanno determinato il livellamento. L’attuale pavimentazione degli Scaloni di Agropoli non è tuttavia quella originaria, ma risale ad una sistemazione stradale di circa 20 anni fa, che ha sostituito una particolare tripartizione nel senso della lunghezza, composta da una striscia centrale liscia in coccio pesto e da due laterali in piccolo acciottolato. Il lato aperto sul mare è protetto da un muro ornato da merli con estremità sferica, che richiamano gli analoghi merli posti sulle mura al di sopra della Porta. Per la poca popolazione locale residente sul promotorio storico vi è una strada secondaria retrostante, carrabile, e per un tratto, quello finale, a traffico limitato.

scaloni Agropoli - ingresso del borgo storico
LA PORTA
La Porta monumentale ha due aperture; sulla destra della porta principale ce n’è una, secondaria, ad arco ribassato, aperta agli inizi del XX secolo; tra le aperture è visibile una feritoia che permetteva la vigilanza e la difesa. La Porta è sormontata da cinque merli, due dei quali sostengono altrettante palle di pietra. Le palle, alternate con altre di cemento e una croce di ferro indicante l’anno 1909, ricordo delle sacre missioni, decorano il parapetto sul ciglio della rupe. La Porta è parte integrante della cinta muraria, costruita in pietra locale e composta da due bracci, uno meridionale e uno settentrionale che si imperniano sul Castello e si concludono sullo strapiombo della “Rupe”, difesa naturale dagli invasori.
Al di sopra della Porta principale si nota lo stemma marmoreo dei Duchi Delli Monti Sanfelice, ultimi possessori feudali della città (lo stemma originariamente decorava l’ingresso del Castello).
L’imponente stemma marmoreo è sovrastato da una corona rovinata ed è rifinito in basso da un mascherone. Il campo principale ha forma di scudo ed è suddiviso in due parti dove sei oche sono unite in due gruppi di tre (in alto allineate, in basso riunite in triangolo), originario emblema dei Sanfelice, e una croce, che era il simbolo della famiglia estinta Delli Monti.

Agropoli-porta-monumentale  stemma san felice

LE MURA
Il circuito murario è composto da due bracci, meridionale e settentrionale, raccordati dal Castello, fulcro della fortificazione del promontorio. Il braccio meridionale, meglio visibile, parte dalla Porta e si allunga verso Est, piegando poi verso l’alto fino a congiungersi con il fossato del Castello. Dal muro si protendono 3 torri quadrate, a cui bisognerebbe aggiungere una quarta torre da individuare sotto il complesso di costruzioni addossate al muro della Porta. La tecnica costruttiva, molto semplice, adopera pietra locale; tracce di intonaco si conservano solo nel tratto accanto alla Porta. Del braccio settentrionale è oggi visibile solo una piccola parte; esso scende in forte pendenza dal ponte d’ingresso al Castello andando in direzione Nord; i pochi tratti residui si presentano o accorpati agli edifici o in funzione di muri di recinzione.

storia-agropoli
IL CASTELLO ANGIOINO ARAGONESE
A pianta triangolare e con tre torri circolari, si erge sul promontorio incastrandosi come un vertice nell’interno dell’area del borgo antico, mentre la base si protende fuori del nucleo abitato, come fortificazione avanzata sul versante collinare dal pendio più dolce e più esposto agli assalti. Attorno alle mura del castello si trova un fossato largo e profondo, ora distinguibile sul lato verso il borgo, mentre è quasi scomparso il dislivello sul lato orientale a causa dei lavori agricoli e dei cedimenti del terreno avutisi nel corso dei secoli. Il Castello presenta l’aspetto assunto dopo le ristrutturazioni d’età aragonese (XV secolo d.C.) che devono aver notevolmente ampliato l’originario impianto, a forma triangolare. L’interno del Castello è occupato dalla piazza d’armi e da edifici addossati sui lati settentrionale e orientale. La piazza, oggi adibita a giardino e a teatro all’aperto, non è frutto di un riempimento artificiale, ma poggia sulla roccia inglobata a suo tempo nelle mura del Castello, mentre sul lato settentrionale si trova la “Sala dei francesi”, così chiamata a ricordo della sosta del drappello delle truppe francesi nel periodo napoleonico. Il Castello di Agropoli è legato a vari personaggi:
Luisa Sanfelice, nata a Napoli nel 1764 sposa di Andrea Sanfelice, che più volte dimorò nel Castello, , la quale morì condannata alla decapitazione per aver svelato la congiura contro la Repubblica organizzata dai fratelli Baccher.
Marguerite Yourcenar, scrittrice francese, tanto affascinata da questo luogo da ambientarvi il racconto “Anna, soror”.
Giuseppe Ungaretti, che visitò il Cilento all’inizio degli anni trenta del XX secolo e che ritrasse magistralmente Agropoli nel volume “Mezzogiorno”.
Attualmente il Castello è visitabile gratuitamente tutto l’anno ed è sede di importanti eventi culturali.

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