La Festa Dei Santi Pietro e Paolo

Il 29 giugno di ogni anno ricorre la festività dei SS. Pietro e Paolo, Santi patroni della Città di Agropoli. In occasione della festa le statue dei due Santi vengono condotte fuori dalla Chiesa madre e portate in processione dapprima per le strade del Borgo antico e, di qui, oltrepassata la monumentale porta del centro storico, giù per gli “scaloni” e le vie che scendono alla Marina, fino al porto, dove la festa si conclude attorno alla mezzanotte con l’immancabile spettacolo di fuochi pirotecnici. Accanto alla festa religiosa è poi quella civile: nei giorni 28 e 29 in Piazza della Repubblica si tiene la Fiera di SS Pietro e Paolo, che vede la partecipazione di operatori autorizzati al commercio su area pubblica.
Non tutti sanno che questa fiera vanta origini ben più antiche ed importanti. Secondo Fonti documentarie tratte dall’Archivio di Stato di Napoli:
– Nel 1484 la sola gabella per la seta riscossa alla fiera di S. Pietro di Agropoli fu di 36 once (cfr. Arch. di St. di NA, Liber Rationum, cc.178)
– Nel 1489 La seta era venduta ad un prezzo da 4 a 5 tarì (= 8 – 9 carlini) la libbra (cfr. Arch. di St. di NA, Liber Rationum, cc.74)
– Il 19 giugno 1509 Marina d’Aragona, principessa di Salerno e tutrice del re Ferrante, su richiesta del sindaco di Agropoli, Antonio di Novella, convalidava i capitoli per il “mercato franco” sulla Fiera di S. Pietro ad Agropoli già concessi da Antonello Sanseverino, barone di Cilento, il 18 agosto 1483 (cfr. Arch. Di St. di NA, Privilegi di Marina d’Aragona, Sommaria, Diversi, II numerazione, vol. 218, cc.17-19)

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L’antica Fiera dei Santi Pietro e Paolo ad Agropoli si teneva ad Agropoli dal 21 al 29 di giugno (iniziava con il primo solstizio d’ estate e si chiudeva con la festa dei santi Patroni).
In occasione della Fiera, che si svolgeva con cadenza annuale, tra gli altri giungevano ad Agropoli mercanti fiorentini, arabi, ebrei, per contrattare e negoziare l’acquisto della seta e di altre mercanzie di pregio. Assai ricercata era la seta prodotta in zona Campamento di Agropoli e quella proveniente da Ortodonico, Zoppi, Fornelli, Cosentini, Montanari (la cosiddetta Chiova) dove l’abbondanza delle piante di gelso ne permetteva una grossa produzione.