LUOGHI NATURALISTICI

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è uno straordinario territorio che unisce le meraviglie della costa ed un mare cristallino – più volte fregiato della Bandiera Blu – con una natura incontaminata dove cultura, storia, sapori, tradizioni sono i protagonisti antichi ma sempre vivi. Con l’istituzione – da parte del Ministero dell’Ambiente – delle Aree Marine Protette di Santa Maria di Castellabate e Costa degli Infreschi e della Masseta, è l’area protetta più grande d’Italia. Tanti i riconoscimenti internazionali: Patrimonio UNESCO quale “Paesaggio Culturale” di valenza mondiale, Riserva di Biosfera MAB-UNESCO, “Green Globe” per il turismo, Geoparco della rete europea e mondiale dei Geoparchi e patria della Dieta Mediterranea, anche essa patrimonio immateriale e culturale UNESCO. Da un punto di vista naturalistico è un comprensorio di eccezionale valore, basti pensare che sono stati individuati 33 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e  4 Zone di Protezione Speciale (ZPS) oltre a 3 riserve naturali, di cui 2 marine, a livello nazionale. Da un punto di vista storico-archeologico–culturale il Parco vanta la presenza dei Grandi Attrattori della Regione Campania, Paestum, Velia e la Certosa di San Lorenzo a Padula.

L’area naturistica Trentova-Tresino è la vera porta del Parco Nazionale, una delle più suggestive ed interessanti da un punto di vista ambientale, naturalistico e paesaggistico. E’ un luogo affascinate, costituito dal Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Monte Tresino e dintorni”, al limite meridionale della costa di Agropoli, individuato con Direttiva CEE 92/43 “Habitat” e posto in forte interrelazione ecologica con l’altro SIC contestualmente individuato nel “Parco Marino di Santa Maria di Castellabate”.
Vallone
Zona di pregiato valore naturalistico, porto naturale ove sono state ritrovate anfore e ancore d’epoca romana, qui la vegetazione “nasconde” una tomba bisoma e delle grandi mura che delimitavano una villa greco-romana.
ll Villaggio di San Giovanni
Nel 957 un tale Ligorio di Atrani comprò un terreno su cui ricostruì una chiesa intitolata a S. Giovanni Battista, per affidarne poi il beneficio a Padre Bernardo nel 986. Accanto alla chiesa nacque il piccolo villaggio di San Giovanni, e nel 1937 fu istituita addirittura una scuola per volere del Principe Belmonte. In quegli anni si restaurò anche la cappella, e iniziarono a celebrarsi messe. Ogni anno il 24 giugno si festeggiava la festa di S. Giovanni, l’ultima funzione religiosa avvenne nel 1962, dopo il villaggio fu abbandonato.

I Ponti di Pietra
Diversi ponti (più di tredici) di pietra locale sono presenti sulla famosa “strada del Principe”. Ancora oggi si possono ammirare nella loro particolare architettura a chiave di volta. I ponti e la strada si suppone siano stati costruiti in epoca borbonica (1800 circa).
I Casali contadini
Numerosi sono i casali contadini presenti sul Tresino. Tutti in pietra locale, la loro costruzione viene datata dal 1700 al 1900. Le tante mura a secco di contenimento e le aie utilizzate per la separazione del frumento fanno capire l’importanza che la collina ha avuto per la vita dei contadini di quegli anni.
Le Conche.
Le Conche sono giganteschi massi di arenaria che dominano il versante nord della collina, da dove si gode un meraviglioso panorama su Agropoli. Il nome deriva dalle enormi buche scavate dall’acqua piovana (Conche) che, accumulandosi, formava un ottimo rifornimento idrico per viandanti, contadini e per la fauna presente nella zona.
La Fauna
Dal punto di vista faunistico interessante la presenza di una ricca avifauna migratrice, svernante e nidificante.
Per quanto concerne i mammiferi da segnalare i chirotteri in particolare il Rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros), Rinolofo maggiore (R.ferrumequinum) e il Vespertilio maggiore (Myotis myotis) nonché cinghiali, volpi, lepri italiche, faine, biacchi, talpe. Per ciò che concerne i rettili è presente il Biacco (Hierophis viridiflavus), il Cervone (Elaphe quatuorlineata), l’Orbettino (Anguis fragilis), il Ramarro occidentale (Lacerta bilineata), la Lucertola campestre (Podarcis sicula). La presenza del Tritone italiano (Triturus italicus) è stata rilevata in base a recenti studi. Per quanto riguarda gli invertebrati si segnalano le presenze di Cordulegaster boltoni, una grossa libellula poco comune, lo Scarabeo sacro (Scarabaeus sacer) e Melanargia arge, un lepidottero endemico dell’Italia centro-meridionale.
In mare è possibile osservare il Tursiope (Tursiops truncatus).
La Flora
Dal punto di vista vegetazionale, l’area di Trentova – Tresino, rientrante nel SIC “Monte Tresino e dintorni”, si caratterizza per la presenza di vegetazione tipica della macchia mediterranea. Nelle aree costiere si ritrovano specie del genere Limonium, procedendo verso l’interno subentra la gariga con diverse specie del genere Cistus, Euphorbia Dendroides, poi la macchia bassa rappresentata da Mirto, Lentisco, Fillirea. Macchia che evolve in forme più alte, dove compare anche il Corbezzolo, per poi cambiare nella foresta mediterranea di Leccio. In questo ambito sono da segnalare la presenza di specie rare come Crocus imperati, nonché le vaste formazioni forestali di Pino d’Aleppo (Pinus halepensis). Nella zona sommitale di Monte Tresino vi è una vasta distesa sub-steppica di graminacee e piante annue derivante anche da incendi e pascolo eccessivo degli anni passati. Vi sono poi coltivazioni mediterranee, soprattutto oliveti e vigneti. In mare, prospiciente la costa, si sviluppa una prateria di Posidonia oceanica.