MONUMENTI

LA FORNACE
Sita fra l’odierno Parco comunale e via della Libertà, a metà strada fra il fiume Testene e la stazione ferroviaria, in un’ampia zona pianeggiante, un tempo svettava con la mole della sua canna fumaria fra i campi circostanti. Oggi è assalita e quasi nascosta dalle costruzioni civili che hanno colmato lo spazio disponibile. La struttura è tutta in mattoni ed a pianta ovale con al centro il grande camino, parzialmente abbattuto per motivi di sicurezza quando la struttura smise la sua funzione. Essa fu costruita nel 1880 e fu l’ingegner Vincenzo Del Mercato ad avere l’idea di una fornace per la produzione di mattoni costruita in località Campamento in quanto qui c’erano giacimenti di argille plastiche.Inaugurata l’anno dopo per la produzione di laterizi e rappresentò un notevole cambiamento sia nel paesaggio del territorio di Agropoli sia nell’ambito della sua economia, prima d’allora imperniata esclusivamente sulle risorso agricole e marinare. Il monumento rappresenta,pertanto, una notevole testimonianza storica dimostrando che la nostra cittadina risentì alla fine dell’800 di quel processo di industrializzazione che stava provocando ben più eclatanti fenomeni nelle regioni settentrionali.
Ad oggi continuano i lavori di recupero della Fornace, che diverrà un polo per le attività culturali estremamente moderno e funzionale, “sfornando” quei “mattoni di cultura” necessari a costruire lo sviluppo della Comunità. Il recupero della Fornace si inserisce in un più ampio quadro di riqualificazione dell’intera area circostante, vero cuore pulsante del tessuto urbano.

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IL FARO PUNTA FORTINO
L’altezza della luce, a due lampi bianchi con intermittenza di 6 secondi, è posta a 10 metri su un fabbricato quadrato ad un piano.La torre, in stile veneziano, fu costruita nel 1929, è visibile dal lungomare ed è posto sull’estremità del centro storico delimitando il limite della Rupe. le torri: La presenza di torri fortificate sulla costa di Agropoli, come del resto lungo l’intera costa tirrenica meridionale, è collegata alla minaccia costituita dalle scorribande dei pirati. A seguito dell’ordine generale di costruzione di una catena ininterrotta di torri costiere, emanato nel 1564 dal viceré spagnolo don Pedro de Toledo, iniziano a sorgere lungo la costa che da Agropoli giunge aSapri torri di avvistamento nei punti strategici. A seguito di quest’ordine verrà rafforzata la Torre di San Marco, di forma circolare, all’epoca esistente, cui si affiancherà la Torre di San Francesco, costruita su un’alta sporgenza a picco sul mare, poco più a sud del promontorio sovrastato dal Castello. Posto accanto al convento francescano qui sorto fin dal 1230, questa torre, di forma quadrangolare, risultava in posizione strategica, comunicando a Nord col Castello e con la Torre di San Marco, mentre a Sud con la torre costruita a Trentova e con quella di Punta Tresino (rientrante nel territorio del comune di Castellabate). Di oggi restano ruderi.

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TORRE DI SAN MARCO
La torre, situata sulla punta S. Marco, all’ingresso settentrionale del territorio comunale di Agropoli, occupa una posizione strategica facendo da collegamento tra il Castello di Agropoli e la torre di Paestum e controllando, al tempo stesso, sia la foce del Solofrone, corso d’acqua modesto ma importante per la viabilità e la penetrazione nel Cilento, sia il percorso litoraneo lungo la collina di S. Marco, unico mezzo di accesso alla cittadina fortificata di Agropoli. Di forma circolare, è stata quasi totalmente rifatta per adibirla a privata abitazione, sminuendo in tal modo il suo valore dal punto di vista architettonico. Il rifacimento moderno ha notevolmente alterato l’aspetto originale che, tuttavia, è noto da alcune vecchie fotografie: la torre circolare era stata costruita con pietra locale e si conserva buona parte dell’alzato senza giungere alla copertura. In origine (XIII sec.) era detta “de criptis” da un limitrofo monastero di cui non si conosce il titolo; in seguito prese il nome dal vecchio casale S.Marco, oggi scomparso, ubicato poco più a sud. In tempi più recenti la zona limitrofa era denominata Parulo della Canonica, cioè piano della Canonica di Amalfi. Nel 1235, in seguito ad ordine di Federico II , la torre di S. Marco doveva essere custodita e riparata, se necessario, dall’arcivescovo di Salerno e dall’Abate del monastero di S. Benedetto di quella città in ragione delle loro proprietà nelle zone retrostanti. A causa della conquista spagnola (1503) l’Italia meridionale fu posta sotto il governo dei vicerè di Spagna, che tennero in gran considerazione il problema della difesa costiera contro i numerosi assalti Turchi. Sia don Pietro Alvarez de Toledo che il successivo vicerè don Parafan de Ribers, duca di Alcalà, emanarono ordini di costruzione di nuove torri costiere. Non essendo sufficienti a questa impresa le casse dello Stato, gravarono di tasse le Università (comuni) costiere nel cui territorio ricadevano le torri. Anche la torre S. Marco rientrò nel 1564 in questa serie di disposizioni. Conosciamo i nomi di alcuni soldati addetti alla sua custodia: il caporale Pietro Navarro nel 1577, Michele Guttiere negli anni 1584 e 1598 e Onofrio Mignone nel 1644.

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LO SCOGLIO SAN FRANCESCO
Si racconta che San Francesco D’Assisi, nel suo giro di predicazione compiuto nel 1222, fece una sosta ad Agropoli. Tale episodio non è ricavato dalle tradizioni popolari, bensì da documenti storici; infatti negli annali dei Frati Minori dell’anno 1222 si legge:
“Nella custodia di principato Citra Frate Francesco fece costruire un convento in Agropoli, dopo che alla presenza del popolo incredulo, da un alto scoglio predicò ai pesci accorsi sul lido”. Un altro studioso francescano, il Gatta, scrive: “In Agropoli il padre Francesco D’assisi vi fondò un monastero e operovvi grandi meravigle cui spezialmente allora quando, mal gradito da quei paesani, alieni di sentire la parola di Dio, egli pertanto si condusse al mare su di uno scoglio ed ivi predicando accorse una gran moltitudine di pesci quasi ascoltarlo volessero; profetizzò quindi che quello scoglio che servito aveva da pulpito, benchè col tempo sarebbe mancato alla sua grandezza, con tutto ciò le acque non l’avrebbero mai superato”
Pochi anni dopo, nel 1230, dopo che frate Francesco salì al Signore, gli Agropolesi costruivano il convento omonimo che oggi è adibito ad abitazioni private. Come si vede dalla foto il convento domina come un castello sulla costa. Quasi a voler riparare all’antica indifferenza mostrata verso il poverello di Assisi, nelle adiacenze del convento gli agropolesi eressero una chiesa che successivamente fu restaurata per l’interassamento di Don Cesare Caradonna e con il contributo dei fedeli. Il “poverello d’Assisi” è una delle figura di maggiore spicco nel panorama cristiano, e a tutt’oggi il suo luogo natale è meta di continui pellegrinaggi, segno dell’immensa devozione che da secoli si tramanda nelle genti. La sua fu una vita intrinseca di storia e numerose sono le gesta a lui attribuite.Fra di esse, si ricorda l’evento in cui, secondo la tradizione popolare, il frate parlò ai pesci, e pare lo fece da uno scoglio, nei pressi della cittadina di Agropoli. Ad oggi, questo scoglio è detto proprio di “San Francesco”, sul quale si erge una croce che sovrasta il mare, come segno di riconoscimento.Alla sua figura è associata una delle opere più note al mondo, scritta in volgare umbro nel XII sec.: “Il cantico delle creature”, anche noto come “Il Cantico di Frate Sole”.

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MONUMENTO DI SAN FRANCESCO
Il monumento di San Francesco e l’area adiacente, presenti sulla Collina San Marco, sono stati affidati ufficialmente al Comune di Agropoli che ne ha ottenuto il comodato d’uso gratuito da parte della parrocchia di Santa Barbara di Copersito Cilento, proprietaria del suolo dove sorge l’opera iniziata nel 1982 da Padre Sinforiano Basile per ricordare la leggenda del passaggio di San Francesco ad Agropoli, affinchè la comunità avesse nel Santo di Assisi un punto di riferimento. Il monumento rappresenta un simbolo e un luogo di fede. Il monumento sarà sottoposto ad interventi di completamento e valorizzazione.

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MONUMENTI AI CADUTI
Monumenti ai Caduti: Il primo monumento ai caduti di Agropoli, risale all’11 maggio del 1924, costruito per volontà del popolo agropolese, che contribuì senza distinzione di ceto o di credo politico e con entusiasmo alla realizzazione del monumento. Tuttavia durante il secondo conflitto mondiale la statua sarà tolta dal suo piedistallo per dare bronzo alla patria. L’attuale monumento risale al 20 novembre 1985. Fu inaugurato il 9 dicembre 1973, invece, il monumento dei caduti in mare di Agropoli. È composto da una grande ancora posta su un piedistallo di marmo, e alla base i nomi dei caduti i mare durante le guerre

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